|
7.02.03
CLAMOROSO: IL 67% DEGLI ITALIANI E' FAVOREVOLE ALL’EUTANASIA
Da un’indagine svolta dall’Eurispes e presentata nel Rapporto “Italia 2003” è emerso che quasi il 60% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia mentre una percentuale nettamente inferiore (il 27%) è contraria. Ma i dati dei favorevoli salgono ulteriormente alla domanda “Lei ritiene che dovrebbe essere possibile chiedere l’eutanasia per i malati terminali?”. A questo quesito, che riflette in pratica le condizioni previste dal progetto di legge dall'associazione LiberaUscita per la depenalizzazione dell’eutanasia, hanno risposto sì il 67,6 per cento degli intervistati. In modo sommario, ma certo non scorretto, si può dunque dire che questa è l’area delle persone che voterebbero a favore del progetto di legge elaborato da LiberaUscita. Qualche dettaglio: la maggioranza dei favorevoli all’eutanasia si trova nel centro-nord (punte del 63,9% nel nord-est, 64,7% nel centro, 60,5% nel nord ovest, a fronte di un 52,6% nel sud), tra gli uomini (63,9% gli uomini, 55,2% le donne), tra i giovani (con punte del 67,4% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, a fronte del 48% tra le persone che hanno superato i 65 anni), tra le persone appartenenti alle aree di destra e sinistra degli schieramenti politici (73,3% nella sinistra ma anche 67,2% nella destra, a fronte di un 50,4% di favorevoli tra gli elettori del centro).
Da notare che anche nei pochi casi in cui la percentuale dei favorevoli è inferiore al 50%, questa è sempre molto più elevata di quella dei contrari. Mediamente, infatti, quelli che hanno risposto negativamente sono solo il 26,9 per cento, mentre quelli che non hanno ritenuto di poter prendere una posizione (“Non so, non rispondo”) sono il 13,7%. Un dato, infine, molto significativo è rappresentato dalla forte crescita nel tempo dei favorevoli: che erano solo il 24,5% nel 1987, a fronte di un 40% di contrari. Queste percentuali si sono letteralmente capovolte anche a seguito – osserva l’Eurispes – di casi umani che hanno scosso e tristemente coinvolto milioni di cittadini in Italia e in Europa. Vengono citati a questo proposito i casi di Diane Perry o di Miss B, o quello dell’italiano Ezio Forzatti, che è stato assolto dai giudici dopo avere staccato il respiratore a cui la moglie era attaccata senza alcuna speranza. Casi che hanno indotto molte persone a domandarsi - cosa vorrei poter fare nelle stesse condizioni? E, soprattutto: una vita in quelle condizioni è davvero una vita degna di essere vissuta?
23.01.03
21.01.03
Risposta a Maria Pia, che in un suo commento postato il 17 gennaio ha espresso le opinione contro l'eutanasia dei cattolici più oltranzisti. 1. Il dono. - Sappiamo tutti che la vita, da dono di Dio, si può trasformare in una terribile condanna. Come ha detto la Chiesa valdese, se quello in cui crediamo è il Dio della bontà e della misericordia, perché pensare che voglia costringerci a prolungare a tutti i costi le nostre sofferenze, quando sono diventate irreversibili e umanamente intollerabili? 2. I presunti omicidi. - L’eutanasia non potrà mai “aprire la strada ad omicidi”, leggiti l’art.1 del nostro progetto di legge pubblicato in questa pagina, e vedrai che le garanzie sono così severe che quanto tu temi non potrà mai verificarsi. Ci vuole infatti una reiterata e ponderata richiesta di una persona che deve trovarsi, per di più, in determinate e dimostrate condizioni fisiche (tipo malattia allo stato terminale, ecc.).
Risposta a Maria Pia, che in un suo commento postato il 17 gennaio ha espresso le opinione dei cattolici contrari all’eutanasia. 1. Il dono. - Sappiamo tutti che la vita, da dono di Dio, si può trasformare in una terribile condanna. Come ha detto la Chiesa valdese, se quello in cui crediamo è il Dio della bontà e della misericordia, perché pensare che voglia costringerci a prolungare a tutti i costi le nostre sofferenze, quando sono diventate irreversibili e umanamente intollerabili? 2. I presunti omicidi. - L’eutanasia non potrà mai “aprire la strada ad omicidi”, leggiti l’art.1 del nostro progetto di legge pubblicato in questa pagina, e vedrai che le garanzie sono così severe che quanto tu temi non potrà mai verificarsi. Ci vuole infatti una reiterata e ponderata richiesta di una persona che si trova, per di più, in determinate e dimostrate condizioni fisiche (tipo malattia allo stato terminale, ecc.).
3. Chi fa le leggi in Italia, il Parlamento o il Vaticano? Forse sei troppo giovane per ricordarlo, ma i tuoi stessi argomenti erano sbandierati dalle gerarchie cattoliche quando volevano impedire che anche l’Italia, come tutti gli altri paesi civili, si dotasse di una legge sul divorzio. In quell’occasione il Vaticano e i cattolici fondamentalisti furono sconfitti, e oggi decine di migliaia di coppie (composte in maggioranza di cattolici) chiudono tranquillamente col divorzio matrimoni divenuti indifendibili. Senza nessuna sciagura. Ci auguriamo che la stessa storia si ripeta con l’eutanasia. 4. Persuadere, non costringere. - Il fatto che dopo la protestante Olanda, anche il cattolico Belgio abbia approvato una legge sull’eutanasia conferma che non si tratta di un problema religioso, ma sociale e civile. In ogni caso, perché i cattolici come te dovrebbero poter imporre a tutti gli altri le loro credenze religiose? Se tu consideri contrario ai tuoi principi religiosi praticare l’eutanasia o il divorzio, nessuno ti obbliga. Ma perché vorresti vietarlo anche a chi ha altri principi religiosi o non ne ha affatto? Religione significa persuasione, significa amore, non costrizione. Povera la religione che per affermarsi nelle coscienze degli uomini deve potersi sostenere con la forza delle leggi dello Stato.
Risposta a Maria Pia, che in un suo commento ho espresso con molta durezza le opinione dei cattolici contrari all’eutanasia. 1. Sappiamo tutti che la vita, da dono di Dio, si può trasformare in una terribile condanna. Come ha detto la Chiesa valdese, se quello in cui crediamo è il Dio della bontà e della misericordia, perché pensare che voglia costringerci a prolungare a tutti i costi le nostre sofferenze, quando sono diventate irreversibili e umanamente intollerabili? 2. L’eutanasia non potrà mai “aprire la strada ad omicidi”, leggiti l’art.1 del nostro progetto di legge pubblicato in questa pagina, e vedrai che le garanzie sono così severe che quanto tu temi non potrà mai verificarsi.
RISPOSTA A MARIA PIA
8.01.03
LA PROPOSTA DI LIBERA USCITA Per capire meglio in che modo si potrebbe arrivare anche da noi alla depenalizzazione dell'eutanasia, riportiamo il primo articolo della proposta di legge dell'Associazione Liberauscita (il testo completo sul sito www.liberauscita.it) Art. 1 - Non punibilità 1.In deroga agli articoli 579 e 580 del codice penale, non è punibile il medico che provoca o agevola la morte di una persona che lo ha richiesto, a condizione che: a.la persona si trovi in una delle seguenti situazioni: ·stato di malattia terminale ·stato patologico o accidentale gravemente invalidante e irreversibile, causa di sofferenze fisiche o psichiche insopportabili e senza prospettive di miglioramento;b.la persona, in piena autonomia e libertà, abbia chiesto espressamente, in modo ponderato e reiterato, di morire; c.la persona, al momento della richiesta, sia pienamente capace di intendere e di volere. 2.Le condizioni di cui alle lettere precedenti devono essere attestate da una Commissione composta da tre medici, di cui uno specialista della patologia, uno indicato dal paziente e uno designato dall’Ordine dei medici tra coloro che non hanno sollevato obiezione di coscienza ai sensi del successivo art. 4. 3.L'immunità prevista dal comma 1 si estende alle altre persone che hanno fornito i mezzi per l'eutanasia o il suicidio assistito e a chiunque abbia collaborato all'intervento sotto la direzione del medico.
prova
10.12.02
ADDIO, MIREILLE Diamo un saluto a Mireille Jospin, la madre dell’ex primo ministro francese, che quando era costretta a dormire nella residenza ufficiale di Palazzo Matignon si portava il sacco a pelo - perché, diceva, “non voglio dormire tra quelle lenzuola” - e che, secondo quanto riferiscono i giornali di oggi, a 92 anni ha chiesto serenamente l’eutanasia. Mireille, che nella vita ha esercitato fino all’ultimo la professione di ostetrica e nel suo testamento ha donato il corpo agli ospedali, era membro attivo dell’Associazione francese “per il diritto a morire nella dignità” e militante pacifista e socialista. Addio Mireille, non ti dimenticheremo.
|
|